Cari amici, anche questa settimana parlerò di Superbonus, poi per un po’ parleremo di qualcosa di diverso. Promesso!

Ma l’argomento è troppo importante e la notizia non è da meno: pare infatti che nel corso delle interrogazioni in Commissione Finanze della Camera del 16 giugno 2021 si è tornati a parlare della proroga del superbonus, così come della necessità di semplificare le procedure per l’accesso all’agevolazione fiscale.

Il superbonus del 110 per cento entra a far parte del pacchetto di misure funzionali al raggiungimento degli obiettivi legati al recovery plan: l’Italia si impegna a migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti, in linea con l’obiettivo fissato dall’Unione Europea sul miglioramento delle prestazioni. Tale obiettivo è da raggiungere entro il 2025 e ciò fa subito pensare alla necessità di una lunga proroga per il superbonus.

Il Ministero dell’Economia non si esprime tuttavia sull’ipotesi di rinnovo dell’agevolazione anche per il 2024, ma conferma solo l’impegno del governo per la proroga al 2023.

L’avvio del superbonus del 110 per cento, in vigore ormai da quasi un anno, è stato ostacolato da un eccesso di burocrazia che, unito alla complessità dell’agevolazione, ha depotenziato l’efficacia della misura (almeno nel primo periodo).

Sin da subito è quindi emersa la necessità di prorogare il superbonus, che secondo la normativa in vigore sarà operativo fino al 30 giugno 2022 e, in specifiche fattispecie, anche nel 2023.

Nel dettaglio:

  • per i lavori effettuati da condomini e persone fisiche in relazione agli edifici plurifamiliari, la detrazione del 110 per cento spetta per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022, se alla data del 30 giugno 2022 sono stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo;
  • per i lavori effettuati dagli IACP la proroga è fino al 31 dicembre 2023, se al 30 giugno 2023 sono stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo.

La proroga del superbonus fino al 2023 è quindi limitata a una casistica specifica, ma l’intento del Governo è estenderla per tutti.

È stato il Sottosegretario al Ministero dell’Economia, Claudio Durigon, nel corso delle interrogazioni in Commissione del 16 giugno 2021, a ricordare che l’impegno assunto dall’Esecutivo è di prorogare l’ecobonus con aliquota maggiorata all’interno della Legge di Bilancio 2022.

Nel determinare il rinnovo dell’agevolazione si terrà conto dei dati relativi alla sua applicazione in relazione agli effetti finanziari, alla natura dei lavori effettuati e al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e sicurezza degli edifici.

Non c’è per ora una linea chiara sull’ipotesi che la possibilità di accedere al superbonus si estenda fino al 2024, anche se le dichiarazioni del Sottosegretario al MEF ne evidenziano la necessità:

È opportuno ricordare anche che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è definito l’obiettivo di ristrutturare gli edifici pubblici e privati, migliorandone l’efficienza energetica attraverso l’isolamento termico, gli impianti di riscaldamento e raffreddamento e l’autoproduzione di elettricità, nonché il monitoraggio dei consumi da parte degli utenti. L’obiettivo fissato dall’Unione europea è di raddoppiare il tasso di efficientamento degli edifici entro il 2025.

Noi addetti ai lavori siamo perfettamente consapevoli della bontà che c’è dietro questo incentivo fiscale mai esistito fino ad ora, tuttavia fin dalle prime ore siamo stati critici sul suo reale successo a causa dei tempi troppo stretti per la sua applicazione.

Non ci resta che continuare ad alzare la voce per far si che il Governo ci ascolti e si possa davvero avviare una stagione programmatica per rinnovare il vetusto patrimonio immobiliare italiano.

Voi, come al solito…stay tuned!