Non so se avete notato, ma da qualche tempo abbiamo apportato alcune modifiche al nostro sito: nel menu ora potete trovare i nostri special services, quelli nei quali ci identifichiamo maggiormente e che ci piace di più trattare con i nostri Clienti.

Tra questi c’è l’Home Staging: tecnica di marketing immobiliare di origine anglosassone poco utilizzata in Italia.
Non starò ora a spiegarvi le regole da seguire per un corretto allestimento (le statistiche di vendita potete trovarle su HOME – Associazione Professionisti Home Staging Italia) o le migliori marche di cucine in cartone ( comunque se vi interessa sono Mobili in cartone per homestaging | Design realistico e cuore sostenibile e CUBIQZ | Gli originali mobili in cartone per Home Staging); voglio invece raccontarvi l’esperienza del primo allestimento di Revolvere.
Tormento e tanto olio di gomito.
Novara: quadrilocale appena ristrutturato, bello ma senz’anima.
Parliamo in gergo di un “vuoto”: già questo aggettivo a cosa vi fa pensare?
Un salto nel buio senza appigli.
Nessun mobile della nonna da liberare dalle troppe fotografie di famiglia (la nobile arte del decluttering).
Nessuna stanza dei ragazzi da riordinare che neppure dopo il passaggio di una mandria di cinghiali in piazza del Campidoglio.
Niente di niente, tabula rasa.
Panico della pagina bianca come il giorno della maturità quando la commissione lesse le 4 tracce per il tema.
Unico elemento presente in loco da riutilizzare: un divano giallo.
Ovviamente stager non ci si inventa, non si tratta di un hobby per ragazze annoiate o mancate interior design, bisogna studiare le regole ed applicarle in modo sistematico.
Prima di tutto mettiamo da parte il gusto personale (mai e poi mai avrei comprato un divano giallo se fosse stato per me), poi iniziamo a ragionare sul target e sulla moodboard.
Visto la zona, il palazzo signorile, il taglio dell’appartamento, la cura messa nella ristrutturazione e il prezzo di vendita pensiamo ad una famiglia giovane, dinamica e con una certa attenzione per il dettaglio.
Fascia di reddito media alta.
Per la moodboard è stato molto utile l’uso di Pinterest che permette ricerche per cromatismi: in questo caso l’amato giallo (sgrunt) il grigio delle pareti e il bianco abbinati in modo discreto e minimal.

La palette colori verrà richiamata in tutto l’appartamento per creare un fil rouge e armonia percettiva.
(Nota bene: Raccomando la massima attenzione!! Pinterest può portarvi in un mondo parallelo di rimandi infiniti! Puntate una sveglia se siete facilmente suggestionabili. Le palette e le combinazioni di sfumature sono infinite).





Completata la fase di progetto le idee di sono chiarite ed è stata stilata la lista della spesa: essendo il primo allestimento non abbiamo potuto attingere ad un magazzino e l’investimento iniziale è stato significativo.
Gli acquisti sono stati fatti prevalentemente presso quel grande magazzino di arredo svedese con il logo giallo blu di cui non faccio il nome perché sarebbe troppo prevedibile (sito fatto molto bene e funzionale all’attività di home staging) e qualche acquisto dell’ultimo minuto è stato fatto sull’altrettanto celebre sito di e-commerce americano sfruttando il plus della consegna ultrarapida; per il resto un po’ qui un po’ là.
All’inizio è stato complicato visualizzare la quantità di oggetti da acquistare viste le dimensioni dell’appartamento, ma al grido di “less is more” lanciato come monito contro l’acquisto bulimico del vasetto che risolverà sicuramente la questione della poca luminosità dell’angolo di ingresso, piano piano i tasselli sono andati al loro posto.
Protagonista indiscusso è stato il verde, indispensabile per ricreare un senso di benessere e piacevolezza all’interno dell’appartamento: la scelta è ampissima, ma per contenere il budget ed evitare l’effetto posticcio sono state privilegiate piante verdi evitando fiori finti ad eccezione di alcune rose bianche in tessuto che sono sembrate adeguate per il mood che si voleva ricreare nella camera matrimoniale.
I nostri siti di riferimento sono Ikea (of course), https://iperverde.it e https://it.artplants.de




Per il futuro vorrei adottare una soluzione più ecosostenibile utilizzando fiori secchi sufficientemente scenografici e resistenti a giorni o settimane senza innaffiatura e luce naturale (anche se ovviamente questi tempi con l’home staging si riducono notevolmente!)
Progetto fatto! Componenti acquistate!
Rimane solo da allestire (si fa per dire…)
Macchina carica e tanto entusiasmo.
Come spesso accade, teoria e pratica non vanno sempre a braccetto: nel caso dell’home staging le scelte definitive vanno effettuate sul posto studiando le proporzioni, l’illuminazione naturale e il giusto rapporto tra gli oggetti e cambiando in corsa alcuni dettagli (nel nostro caso alcuni tessili).
A Novara l’allestimento ha permesso di rendere più leggibile le dimensioni della zona a giorno: per motivi difficilmente spiegabili uno spazio non arredato sembra sempre più piccolo di quello che è realmente e non tutti hanno la capacità di immaginare possibili configurazioni degli arredi visualizzando le potenzialità degli spazi.
Nell’home staging l’allestimento non deve necessariamente essere il più funzionale possibile bensì saper mettere in scena un racconto, per questo il tavolo da pranzo è stato messo verso il fondo del locale e non in un angolo come il buon senso avrebbe suggerito: lo scopo era creare una quinta per dare ampiezza all’inquadratura dello scatto fotografico.

Cucina e zona giorno sono filate via lisce.
Il vero dramma è stato al momento della realizzazione dei due letti: ho dovuto chiedere aiuto alla community dell home staging che mi è subito venuta in contro (grazie a tutte!) dandomi conforto morale (sei tutte noi, dai che ce la puoi fare) e consigli pratici illuminanti.
La cosa più divertente è stato constatare come ognuno con la propria esperienza abbia saputo trovato “il metodo” secondo il proprio gusto e la propria creatività.
In generale vi posso dire:
-no letto gonfiabile stile campeggio;
-si ai cartoni ma di altezza realistica (circa 50 cm), anche se poco durevoli una volta messi a magazzino;
-no a coprimaterassi a costo basso: il materiale scadente e troppo sottile non sarà sufficiente a coprire l’effetto scatola; l’ideale, se il budget ve lo consente, è ordinare quelli professionali.
Il mio lo inserisco qui, che ve ne pare?

Altro dettaglio, decorare le pareti è importante per completare l’allestimento: stampe o fotografie contribuiscono a creare l’idea di “vissuto” aumentando il realismo della messa in scena.
Io ho coinvolto la Daffy (mia sorella che da poco si è scoperta artista) per il quadro della camera da letto: un esempio di calligrart (nome di invenzione) riproducente una frase di Battiato (Vieni a prendere un tè Al “Caffé de la Paix”? Su vieni con me.)

Dare un tocco di originalità e ricorrere a qualche “pezzo” unico è un segno distintivo che utilizzerò sempre nei miei allestimenti.
Attenzione a non prevedere l’uso di chiodi che potrebbe suscitare l’ira del proprietario; meglio ricorrere a biadesivo oppure appoggiare la cornice direttamente sui mobili a disposizione o inventarsi di volta in volta una soluzione non invasiva. Nel caso della nostra camera matrimoniale la presenza della quinta più bassa rispetto al soffitto ha permesso di utilizzare un sistema di contrappeso: 2 pesi da 3 kg, dimenticati per anni nell’angolo più nascosto dell’armadio, e nylon sono stati sufficienti.
Allestire richiede un discreto sforzo fisico: monta, sposta, copri e scopri, metti la tenda togli la tenda, sali sulla scala, sposta un po’ più in là il mobiletto.
E soprattutto…stira!
Già, le pieguzze non sono ammesse.
Con il mio bel ferro da stiro (forse uno verticale sarebbe più utile) ho ripassato tutti i tessili: Ikea è tanto tanto carina ma potrebbe piegare meglio lenzuola, federe e tende prima di impacchettarle!
A fine giornata, stanca ma soddisfatta, ho avuto l’impressione che tutto fosse a posto per il fotografo professionista che avrebbe completato qualche giorno dopo il lavoro con uno shooting fotografico di impatto: mancava giusto il profumo dei biscotti appena sfornati per il senso di casa che si respirava!
Il risultato potete vederlo nella pagina dedicata nel sito e sicuramente piacerà ai “guardoni” dei siti immobiliari (dopo il ‘food porn’ siamo arrivati al ‘property porn’ https://www.google.it/amp/s/www.vanityfair.it/amp/303092/lifestyle/casa/2021/05/26/property-porn-ecco-cose-la-nuova-ossessione-tutta-italiana-per-le-case).
In conclusione: possiamo dire che l’home staging è un’attività che richiede creatività, manualità e soprattutto capacità di leggere le potenzialità di un appartamento vedendo quello che un normale acquirente potrebbe non notare per portarlo alla luce.
Se avete una casa che non riuscite a vendere, un appartamento da affittare o una seconda casa da allestire per gli affitti brevi pensate seriamente a chiamare un professionista.
Il risultato non vi deluderà.
Only good vibes