CAMBIA L’IDEA DI “UFFICIO”: COME RISPONDE IL SETTORE IMMOBILIARE?

Come impatterà (o sta già impattando) il diffondersi del lavoro da remoto sul mercato immobiliare degli uffici?

I dati ci dicono che lo stop del lockdown, ovviamente, ha lasciato il segno: le compravendite di uffici sono scese di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2019.
(Più in dettaglio: nei primi tre mesi del 2020 si è registrato un calo del 17,2% per gli uffici, del 17,5% per i negozi e del 22,8% per il produttivo.)

Ma cosa ci si deve attendere dai prossimi mesi?

Abbiamo visto, in questo articolo, che sul mercato residenziale sono già nate nuove esigenze: l’abitazione in centro, più costosa e in zone trafficate (e con maggior rischio di contagio) non interessa più come prima.

Potendo lavorare da remoto, non occorre più essere vicini all’ufficio e si può puntare a case più grandi e vivibili in quartieri periferici, meno costose e più verdi (almeno per ora). 

Lo stesso trend potrebbe riproporsi anche per il mercato degli immobili commerciali.

Dati i prezzi inferiori, sia per la vendita che per l’affitto, sono ora più appetibili anche per il lavoro spazi fuori città, connessi e sicuri. In fondo, non tutti possono ritagliarsi in casa uno spazio-ufficio adeguato e dotato della strumentazione necessaria.

Ma c’è anche un altro possibile scenario: un rilancio degli affitti negli spazi di coworking: con postazioni di lavoro indipendenti (ora anche attrezzati per il ‘distanziamento sociale’) e tutta una serie di servizi aggiuntivi, come la reception (magari con gestione pacchi e corrispondenza), rete wi-fi ad alta prestazione (non come a casa che si blocca in piena call!), sale riunioni, sale relax e spesso anche una cucina (vera, non quel microonde della preistoria con cui scaldate la schiscetta!) sono perfetti sostituti del tradizionale ufficio.

Gli uffici saranno dunque abbandonati?

Secondo un recente rapporto di Savills IM, gestore internazionale di investimenti, al di là del diffondersi o meno del lavoro da remoto, gli uffici che continueranno ad essere ricercati saranno quelli pensati per socializzare in sicurezza, con ottima accessibilità (trasporti e parcheggi), un’efficiente aerazione e ampie superfici per gli spostamenti; sostenibili e con servizi di alto livello.

Gli nuovi ‘edifici business’ ridisegneranno la ripartizione degli spazi, che diverrà modulare e modificabile a seconda delle esigenze: dal momento che i dipendenti lavoreranno anche da casa, l’ufficio diverrà un luogo di incontro e comunicazione più che di attività individuale (pensiamo alle riunioni, ai colloqui, agli incontri con i clienti).

I nuovi uffici saranno dotati, inoltre, di termoscanner, verifiche biometriche, stazioni di igienizzazione e si avvarranno delle più avanzate soluzioni touchless della domotica. 

Per esempio, verrà eliminata la necessità di premere i pulsanti e si potrà utilizzare lo smartphone per chiamare l’ascensore o per accendere la macchina del caffè (chissà quando ci saranno i robottini a portartelo direttamente sulla scrivania!).

L’illuminazione e le apparecchiature audio e video potranno essere attivate con un comando vocale (ma chi non si è allenato, durante il lockdown, a spegnere e accendere la luce parlando con Alexa o l’assistente di Google?).

E non solo: saranno necessarie porte automatiche e un’app gestirà le presenze in mensa.

Quindi, per concludere

In ogni caso gli uffici hanno un futuro!

Perché l’uomo è essenzialmente un animale sociale e necessita di condivisione per produrre nuove idee. 

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